CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI

(AI) CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI
Il procuratore capo di Terni, Carlo Maria Scipio, titolare dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti da Don Gelmini, dovra’ lasciare l’incarico di dirigente dell’ufficio giudiziario. Lo ha stabilito il plenum del Csm che ha nominato al suo posto Fausto Cardella, attuale consigliere di Cassazione. Quest’ultimo, infatti, si era rivolto alla giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), dopo che Palazzo dei Marescialli, un anno e mezzo fa, aveva nominato Scipio a capo della procura umbra. Il Consiglio di Stato dunque aveva accolto il ricorso di Cardella e quindi il Csm ha dovuto riconsiderare il caso. Il plenum, votando le due proposte di nomina presentate dalla quinta commissione, ha approvato a maggioranza la nomina di Cardella. A favore di Scipio ha votato infatti soltanto il gruppo di Unicost, nonche’ i laici Vincenzo Siniscalchi (Ds) e Michele Saponara (Fi). Astenuti, invece, il primo Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e il Procuratore Generale Mario Delli Priscoli. Anche il vice presidente Nicola Mancino ha sostenuto la nomina di Cardella.

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I consiglieri cattolici contro il PM che indaga su don Gelmini

http://www.telereggiocalabria.it/dettaglio_news.php?id=2061

Via Pruratore inchiesta Don Gelmini, spaccatura in Plenum
Giovedì 13 Settembre

La decisione di nominare Cardella alla guida della procura che sta indagando su Don Gelmini in sostituzione di Carlo Maria Scipio ha spaccato il plenum del Csm. I voti a favore dell’ex pm perugino, ora in Cassazione, sono stati 16: con lui si sono schierati il vice presidente del Csm , Nicola Mancino, i togati di Magistratura Indipendente, di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia, oltre ai laici di centro-destra (ad eccezione di Michele Saponara, di Fi) e quelli di centro-sinistra (escluso Vincenzo Siniscalschi, dei Ds, relatore della proposta pro-Scipio). Per la riconferma del procuratore di Terni si è schierata Unità per la Costituzione, convinta- come ha spiegato per il gruppo Giuseppe Maria Berruti- che la sentenza del Consiglio di Stato non imponesse affatto la nomina di Cardella, ma semplicemente di motivare meglio la scelta di Scipio. Si sono astenuti il primo presidente Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli. Sulla decisione di oggi, afferma Siniscalchi, non ha pesato l’inchisetsa su don Gelmini:” non ha pesato ed escludo che vi possano essere ripercussioni su questa inchiesta delicatissima”. Al Csm c’é chi sostiene, chiedendo di non essere citato, che pressioni a favore della sostituzione siano venute da esponenti della Margherita e dell’Udc. (ANSA)

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