La magistratura tra due fuochi: da un lato le pressioni della Curia dall´altro le accuse di parzialità

“La vittima in cella, loro liberi” Preti indagati, scoppia il caso
Paolo Griseri
Il legale del ricattatore attacca la Procura. Inchiesta secretata Bufera sull´indagine dei preti pedofili. La Procura annuncia la secretazione dell´inchiesta mentre l´avvocato Geo Dal Fiume, difensore di Salvatore Costa, mette in dubbio la «laicità» dei magistrati. Nello stesso giorno in cui raddoppia il numero dei sacerdoti a titolo diverso coinvolti nell´inchiesta, il Palagiustizia si trova tra due fuochi. Stretto tra le discrete pressioni degli ambienti cattolici, che non gradiscono la pubblicità data a una vicenda certamente imbarazzante per la Curia, e la necessità di non utilizzare due pesi e due misure nei confronti dei ricattatori e dei sacerdoti.
Il comunicato di Geo Dal Fiume, storico principe del foro torinese, è stringato ma molto duro. Il legale di Costa premette che siamo in presenza «di scrocchi plurimi che si basano sulla effettività delle frequentazioni di giovani e giovanissimi da parte di pastori impuri». La prova di quanto sia veritiero il racconto degli accusatori è, secondo Dal Fiume, nello stesso comportamento dei sacerdoti: «La facilità nell´ottenere danaro procede dalla effettività di azioni nefaste e perciò stesso da nascondere. Soccombendo, appunto, al peso delle richieste balorde. Insomma – prosegue il legale – una recidivanza ad alimentazione vicendevole da intreccio di devianze reciproche». E se le devianze sono reciproche, l´avvocato chiede conto alla magistratura del suo comportamento: «La perequazione trattamentale è, allo stato, esigenza primaria di credibilità istituzionale, oltre lo specifico, nei quartieri alti della terzietà laica nella resa di giustizia». Insomma, il pari trattamento tra ricattatori e sacerdoti accusati di pedofilia sarebbe la prova della laicità della magistratura torinese. Ma se è così, sembra insinuare Dal Fiume, perché il ricattatore Costa è in carcere e i sacerdoti accusati di abusi sui minori sono in libertà?
La prima risposta, di merito, la dà, a caldo proprio Cristina Bianconi, il pm che conduce l´indagine: «Le accuse rivolte da Costa ai sacerdoti sono molto gravi. Ma prima di procedere è necessario verificare se si tratta di fatti realmente accaduti». Il procuratore capo, Marcello Maddalena reagisce all´attacco di Dal Fiume: «L´avvocato Dal Fiume può stare certo che la laicità dello Stato è fermamente difesa». Perché dunque Costa è in carcere e i sacerdoti sono a piede libero? «Forse perché il cliente dell´avvocato Dal Fiume ha qualche recidiva. Era stato arrestato all´inizio di luglio, è stato rimesso in libertà ed è tornato a ricattare. E poi va ricordato che la denuncia da cui è partita l´indagine l´ha fatta un sacerdote che denunciava un ricatto, non il ricattatore». Anche Maddalena invita alla prudenza: «Prima di dare per certi reati di cui sono accusate persone sottoposte a un ricatto, è necessario verificare con puntualità come si sono svolti i fatti».
Prudenza dettata anche dalle delicatezza delle indagini e dal rischio che la diffusione di informazioni non verificate possa rovinare la reputazione delle persone coinvolte. Per questo la Procura ha deciso ieri la secretazione degli atti: «Abbiamo deciso di farlo – spiega Maddalena – perché in questi casi una notizia non precisa può causare danni irreparabili. Lo facciamo sempre quando ci troviamo di fronte a vicende tanto delicate. Se un padre viene accusato di abusi sui figli, ad esempio, la secretazione è d´obbligo. Se un giorno si scoprisse che quel padre non ha commesso gli atti di cui è accusato non ci sarebbe più modo di riabilitarlo agli occhi del mondo e, soprattutto, nei confronti del figlio. Il danno sarebbe irreparabile». Da ieri dunque tutti i verbali di interrogatorio dei protagonisti della vicenda non sono più divulgabili. (10 agosto 2007)Torna indietro.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo…-caso/1715474/6

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