CESENATICO – Pedofilia, chiesto rito abbreviato per don Giacomoni

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Cesena, data 22.06.2007, orario 10:39.

CESENATICO – Pedofilia, chiesto rito abbreviato per don Giacomoni

CESENATICO – Giancarlo Savoia, avvocato difensore di don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote di Cesenatico arrestato lo scorso 10 ottobre con l’accusa di pedofilia e sfruttamento della prostituzione ed ora ai domiciliari, ha chiesto giovedì mattina davanti al Gip Rita Chierici il rito abbreviato. Vincenzo Gallo, che assiste il rumeno Dan Joan Cilean, accusato in concorso, ha chiesto il proscioglimento da ogni ipotesi d’accusa. Assente il terzo imputato, Giuseppe Farnedi.

Don Giuseppe Giacomoni, che ha gestito la comunità ”Arcobaleno” di Villamarina” è ritenuto come responsabile della creazione del giro di prostituzione minorile. Difeso dall’avvocato Giancarlo Savoia ha sempre respinto le accuse. Secondo la magistratura chi obbediva alle richieste a sfondo sessuale avrebbe ricevuto maggiori attenzioni all’interno della comunità.

Il 26enne Dan Joan Cilean aveva conosciuto alcuni anni fa don Giacomoni nella struttura ”Arcobaleno” dove ci finì per reati contro il patrimonio. Difeso dall’avvocato Vincenzo Gallo, è ritenuto il braccio destro del sacerdote, con il capo d’imputazione di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La difesa ha chiesto il proscioglimento da ogni capo d’accusa.

Il ”commendator” Giuseppe Farnedi, noto albergatore e ristoratore, difeso dall’avvocato Roberto Roccari, è accusato di aver giovato di un rapporto sessuale a pagamento con un minore potrebbe chiedere il patteggiamento. La decisione verrà presa il prossimo 2 ottobre.

Chiesto il rito abbreviato anche per la 55enne Denise Sansoni, coordinatrice del consultorio familiare di Cesenatico, colpevole di non aver fornito delle informazioni riservate a don Giacomoni.



http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articol…icolo2824.shtml

Abusi su minori, parroco di 81 anni arrestato a Forlì
Un solo attimo di nervosismo nel tentativo di coprirsi il volto. Don Giuseppe Giacomoni, 81 anni, romagnolo, esce dalla Questura di Forlì con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e abusi sessuali ai danni di minori. Il prete degli “immigrati”, come lo chiama la gente, accusato di ricatti e violenze, assieme a Giuseppe Farnedi, 62 anni, noto ristoratore di Cesenatico, commendatore della repubblica, e a un giovane rumeno. Il sacerdote, presidente dell’associazione Arcobaleno, accreditata presso il tribunale dei minori di Bologna, invece di avviarli al recupero, avrebbe indotto i ragazzi alla prostituzione. Per chi si ribellava, un sordido ricatto. A Villa Novella, la sede dell’associazione Arcobaleno, il sacerdote avrebbe fatto prostituire alcuni giovani, organizzando gli incontri personalmente, abusando di loro. A commettere violenze anche il ristoratore. Incontri che si svolgevano negli appartamenti della comunità. I volontari dell’associazione cadono dalle nuvole. “Non so, non capisco”, ha detto il sacerdote davanti al magistrato. Poi Don Giuseppe si è chiuso in un ostinato silenzio.



http://www.onemoreblog.org/archives/013014.html

don Giuseppe Giacomoni
sezione la faccia come il culo
«Secondo indiscrezioni raccolte dai poliziotti un ragazzino di 16 anni è stato sottoposto a ripetute violenze sessuali dal prete e ceduto al «commendatore» dall’ottobre del 2005 all’agosto 2006, quando poi il ragazzo è stato finalmente allontanato dalla falsa struttura umanitaria. Sembra inoltre che il prete si recasse spesso dai carabinieri e dalla polizia per denunciare il comportamento sospetto di alcuni degli ospiti da lui accolti, fatto che, alla luce dei risultati dell’indagine, sembrerebbe confermare che la prostituzione fosse sorretta dalle minacce di allontanamento delle vittime».

da l’Unità del 12 ottobre 2006
Il monsignore gestiva giro di prostituzione
di Manuela Modica

«O vi prostituite o vi sbatto fuori e addio regolarizzazione», questa, grosso modo, la minaccia con cui venivano vessati gli ospiti dell’Associazione Arcobaleno di Villa Marina di Cesenatico. Minori, stranieri, persone indigenti accolti apparentemente per scopi umanitari ma poi sfruttati per ben altre finalità: 100 o 200 euro a prestazione «consumata» in uno degli appartamenti dell’Associazione, al sesto piano di un edificio di Gatteo Mare, o all’interno della struttura comunitaria.
Dietro l’abito di un sacerdote si celavano così articolate dinamiche di abusi sessuali. La vicenda, emersa a seguito dell’indagine della Squadra Mobile della Questura di Forlì, ha infatti portato all’arresto di tre persone, tra cui il fondatore dell’Associazione umanitaria, don Giuseppe Giacomoni, 81 anni, parroco supplente a Ruffio. Sotto arresto anche Giuseppe Farnedi, meglio noto come «Commendator Roberto», 62 anni, proprietario di uno dei piu’ noti ristoranti della riviera di Cesenatico, e Dan Joan Cilean, romeno di 25 anni, al quale pare fosse affidato il compito di reperire gli ospiti costretti sotto minaccia alla prostituzione.
Secondo quanto accertato dalla Questura di Forlì l’Associazione di cui don Giacomoni era oltre che il fondatore anche il presidente e il gestore era il fulcro del giro di prostituzione. Il prete, proprietario di alcuni appartamenti nella zona li aveva trasformati in case-alloggio per ospitare sotto l’egida dell’Associazione umanitaria persone in difficoltà, di nazionalità italiana o estera, donne bisognose di assistenza o detenuti agli arresti domiciliari. Una struttura accreditata al Tribunale per i minorenni di Bologna, creata per dare aiuto alle persone in stato di emarginazione sociale. Il parroco abusava sessualmente dei minori ospitati minacciati di non regolarizzare la loro permanenza in Italia e li spingeva a prostituirsi organizzando incontri con clienti che lui stesso reperiva. Secondo indiscrezioni raccolte dai poliziotti un ragazzino di 16 anni è stato sottoposto a ripetute violenze sessuali dal prete e ceduto al «commendatore» dall’ottobre del 2005 all’agosto 2006, quando poi il ragazzo è stato finalmente allontanato dalla falsa struttura umanitaria. Sembra inoltre che il prete si recasse spesso dai carabinieri e dalla polizia per denunciare il comportamento sospetto di alcuni degli ospiti da lui accolti, fatto che, alla luce dei risultati dell’indagine, sembrerebbe confermare che la prostituzione fosse sorretta dalle minacce di allontanamento delle vittime. Il Pm Alessandra Serra e il Gip Michele Leoni hanno firmato i provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Don Giacomoni è accusato di violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Farnedi deve rispondere di violenza sessuale ai danni del ragazzo sedicenne, Cilean invece di concorso con il sacerdote nell’attività di sfruttamento dei suoi compagni di comunità.

(12 Ottobre 2006)



L’INCHIESTA SUGLI ORCHI
Il sacerdote resta in carcere
Il day after è il giorno del confronto con il magistrato: don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote arrestato per abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni e di aver trasformato la casa d’accoglienza che gestiva in una sorta di casa d’appuntamento

Cesenatico, 13 ottobre 2006 – Il day after è il giorno del confronto con il magistrato: don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote arrestato per abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni e di aver trasformato la casa d’accoglienza che gestiva in una sorta di casa d’appuntamento per incontri per lo più omosessuali, è comparso ieri mattina davanti al gip di Forlì per l’udienza di convalida.

Don Giacomoni, secondo alquni coscenti, è apparso un uomo disperato e prostrato. Qualche ora dopo era di nuovo in carcere. Non si resterà verosimilmente molto perché, vista l’età — 81 anni suonati — godrà quanto prima dei domiciliari. In ogni caso, dopo gli interrogatori di garanzia, il gip Michele Leoni — un magistrato scrittore, che salì alla ribalta rinviando Marco Pantani per frode sportiva — ha rispedito dietro le sbarre anche gli altri due implicati in questa storiaccia che ha sconvolto Cesenatico: il ristoratore Giuseppe Farnedi, al quale il sacerdote avrebbe passato l’adolescente costretto a prostituirsi (è bulgaro, da quanto si è appreso), e il muratore rumeno dan Joan Cilean, che avrebbe fatto da spalla al prete nel ricattare i malcapitati ospiti della sedicente associazione umanitaria ‘Arcobaleno’.

Oscar Ghetti, il capo della Mobile di Forlì, intanto non molla la presa. Improbabile però che il giro si allarghi (“Altri indagati? Non mi risulta” taglia corto). I due appartamenti della casa d’accoglienza di Villamarina di Cesenatico sono stati sgomberati e passati al setaccio. Gli ospiti erano una dozzina, in gran parte stranieri. Potenzialmente sono tutti testi d’accusa. Un paio di loro tuttavia sono già stati proposti per l’espulsione. Un altro, un tunisino, il ventenne Zied Zairi, si è visto revocare gli arresti domiciliari ed è finito anche lui in carcere a Forlì.

L’associazione ‘Arcolabaleno’ era stata fondata da don Giacomoni nel 2003 e nella casetta a due piani di Villamarina, concessa in buonafede al sacerdote da dei privati, si sono alternati in questi anni decine e decine di estracomunitari in prevalenza dei paesi dell’Est. Un continuo andirivieni. Una famigliola di albanesi (moglie, marito e un bimbo in tenera età) ultimamente conviveva addirittura nell’alloggio del prete, al sesto piano di una palazzina di Gatteo Mare.

La Squadra Mobile adesso punta a rintracciare il maggior numero possibile degli sbandati via via accolti da don Giacomoni, specie quelli che il sacerdote ha cacciato. Perché? Forse perché non ne assecondavano i piani? A Cesenatico intanto si passa dallo sbigottimento all’incredulità. Dei ‘suoi albanesi’ don Giacomoni ne parla sempre commosso nelle sue omelie.



http://www.newsrimini.it/?sid=43027

Cesenatico: Blitz antipedofilia: le accuse degli inquirenti e la nota della Diocesi

Sgomento e sconcerto nel cesenate per un presunto giro di prostituzione e pedofilia legato ad un’associazione di volontariato.
Mercoledì mattina all’alba polizia e carabinieri hanno arrestato tre persone. Tra queste un sacerdote di 81 anni, presidente dell’associazione Arcobaleno di Cesenatico, considerato dagli inquirenti il regista delle azioni criminose.

La Diocesi di Cesena-Sarsina ha diffuso un comunicato sulla vicenda:

Informati dell’arresto di don Giuseppe Giacomoni, nell’ambito di un’operazione di Polizia condotta dalla Questura di Forlì, la Diocesi di Cesena-Sarsina esprime tutto il dolore e l’amarezza per le pesanti accuse che vedono coinvolto, con altre persone, il sacerdote diocesano, attualmente non impegnato come parroco.
La Diocesi riafferma piena fiducia nella giustizia e resta in attesa di ulteriori sviluppi della vicenda. Trae motivo da questo doloroso fatto per riaffermare la propria fedeltà alle radicali esigenze del Vangelo, che chiama a servire i piccoli e gli emarginati con assoluto disinteresse e limpidezza di intenzioni.
Comunque si siano svolti i fatti, e ovunque approdi il lavoro degli inquirenti, la Chiesa di Cesena-Sarsina esprime profonda sofferenza per il coinvolgimento di un suo sacerdote e umana vicinanza alle persone offese.

All’apparenza “L’arcobaleno” di Villamarina di Cesenatico era un’associazione di volontariato benemerita, sempre in prima linea nell’aiutare extracomunitari in difficoltà. Tanto stimata e apprezzata, da essere accreditata presso il tribunale. Così, molti extracomunitari scarcerati e affidati ai servizi sociali, venivano assegnati proprio all’Arcobaleno. Qui però, secondo polizia e carabinieri, finivano spesso in un giro di prostituzione nel quale erano coinvolti anche minori. E a gestire il tutto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato don Giuseppe Giacomoni, l’81enne presidente dell’associazione. Il sacerdote è stato arrestato questa mattina all’alba nella sua casa di via Firenze a Gatteo. Con lui sono finiti in manette il 25enne romeno Dan Joan Cilean, considerato il braccio destro del sacerdote, e il 62enne Giuseppe Farnedi, titolare del noto ristorante “La scogliera” di Zadina di Cesenatico. Quest’ultimo, soprannominato “Commendator Roberto”, è accusato di aver abusato e in modo continuato di un ragazzino minore di 16 anni. Le prestazioni, del costo di 100-200 euro l’una, sarebbero state pagate direttamente a don Giacomoni, che era anche il tutore legale del minore. Il sacerdote è accusato di abuso sessuale di minore, con l’aggravante di esserne l’affidatario, di induzione di minori alla prostituzione e di aver agevolato il traffico mettendo a disposizione sia la sede dell’associazione che la propria abitazione. Nel giro di prostituzione legato all’Arcobaleno, sarebbero coinvolti altri quattro uomini ed una donna, di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
Secondo la ricostruzione della polizia, gli extracomunitari che non accettavano di prostituirsi venivano denunciati da don Giacomoni come clandestini. Le indagini della squadra mobile di Forlì, dirette dal sostituto procuratore Alessandra Serra, sono durate dall’ottobre dello scorso anno fino al mese di agosto. Ora i tre arrestati si trovano nel carcere di Forlì in attesa di essere interrogati dal giudice per le indagini preliminari.

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