Pedofilia, Bolzano: ricorso in appello contro parroco assolto in primo grado

Per effetto della pronuncia della consulta su legge Pecorella

Pedofilia, Bolzano: ricorso in appello contro parroco assolto in primo grado

Un sacerdote di San Giacomo, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni
Bolzano, 27 gen. – (Adnkronos) – Don Giorgio Carli, 43enne sacerdote di San Giacomo a Bolzano, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni, con tutta probabilita’ dovra’ tornare dinanzi ai giudici. Il sacerdote era stato assolto, perche’ il fatto non sussiste, art. 530 secondo comma del codice di procedura penale, ex insufficienza di prove. Gli avvocati di parte civile e la procura avevano annunciato ricorso per Cassazione, dal momento che all’epoca, per effetto della legge Pecorella, non era ammessa l’impugnazione in appello di una sentenza di assoluzione in primo grado.

Ora, a distanza di quasi un anno, la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune parti della legge Pecorella riapre le porte del tribunale per questo procedimento. L’avvocato Gianni Lanzinger, uno dei legali della parte civile, conferma che si terra’ un processo di merito di secondo grado e don Giorgio Carli tornera’ davanti ai giudici della corte d’appello di Bolzano, i quali dovranno giudicare la veridicita’ del racconto della ragazza che, a distanza di dieci anni e dopo una lunga terapia psicologica, accuso’ il prete di ripetuti stupri e violenze avvenuti tra il 1989 e il 1994.

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