Violentò ragazzina, prete condannato

03 maggio 2005 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…029violent.html

Violentò ragazzina, prete condannato
Repubblica — 03 marzo 2005 pagina 7 sezione: BARI

Prima ha sedotto la madre. Poi ha molestato la figlia, ancora minorenne. Per quest’ accusa un prete di una città del Nord Barese è stato condannato ieri dal tribunale di Trani a un anno e quattro mesi di reclusione con il beneficio della condizionale. L’ accusa è pesantissima: violenza sessuale. I fatti fanno riferimento a fine anni ’90 quando la ragazza – all’ epoca dei fatti aveva 17 anni – denunciò di avere subito delle avance dal prelato, amico di famiglia. La vicenda è molto scabrosa. Secondo quanto ricostruito dai giudici nel corso delle udienze nel tribunale di Trani, infatti, i genitori della ragazza si erano separati proprio a causa del prete. Il padre avrebbe scoperto la moglie in atteggiamenti inequivocabili con il religioso. Per questo motivo ha poi chiesto la separazione dalla donna, provocando non pochi chiacchiericci in città. La notizia si era diffusa tanto da arrivare anche alle orecchie dei vertici ecclesiastici: il prete fu rimosso dal suo posto e fu incaricato di una missione in Brasile. L’ esilio, però, durò molto poco. Nemmeno un anno dopo l’ incarico il sacerdote tornò in città ma fu incaricato di svolgere le proprie funzioni in un centro a qualche chilometro di distanza. I rapporti con la donna sembravano continuare. Tanto che lei e la figlia andarono a vivere in un appartamento di proprietà del prelato. Secondo alcuni, e come risulterebbe anche da alcune dichiarazioni della ragazza, di fatto la coppia “abusiva” conviveva. Circostanza però sempre smentita dai protagonisti nonostante, una sera, la polizia durante un controllo avesse trovato, in casa delle due donne, il prete «presumibilmente in pigiama» come recita il rapporto. Probabilmente le attenzioni nei confronti della madre continuano. Sicuramente cominciano quelle nei confronti della figlia. La ragazza – che ora ha 22 anni- ha raccontato agli inquirenti, infatti, che una mattina il prete l’ ha abbracciata. L’ ha palpata nelle parti più intime sussurrandole all’ orecchio: «Fatti trovare domani mattina a casa, che domani tua madre non c’ è». La ragazza, sconvolta, dopo essersi confidata con le amiche ha deciso di denunciare il tutto alle forze dell’ ordine. La denuncia l’ ha presentata suo padre il 9 gennaio 2000, poi lei l’ ha sottoscritta. L’ episodio sembrerebbe essere stato soltanto l’ ultimo di una serie di ammiccamenti che la ragazza ha subito nonostante la sua volontà. Il fascicolo era finito sul tavolo dell’ allora sostituto procuratore del tribunale di Trani, Maria Vulpio, che aveva chiesto il rinvio a giudizio del prete. Il processo è stato lungo e assai complesso. La difesa del sacerdote è stata strenua: lui ha sempre smentito di avere avuto un rapporto con la madre della ragazza. E soprattutto si è sempre proclamato innocente rispetto alle accuse che gli venivano mosse: «Non ho mai toccato con un dito quella ragazza» ha detto più volte alla corte. La sua difesa ha anche sostenuto che la ragazza parlasse così perché ancora scioccata dalla separazione traumatica dei suo genitori. Tutte argomentazioni che evidentemente avevano convinto l’ accusa. Il pm che affrontò il caso un mese fa, in sede di requisitoria, chiese l’ assoluzione dell’ imputato: non convincevano molti punti dell’ impianto accusatorio. Ieri questa tesi è stata però ribaltata, non senza sorpresa, dalla corte presieduta dal giudice Grazia Miccoli. Il prete è stato ritenuto «colpevole del reato di violenza sessuale» pur nella considerazione dell’ «ipotesi di minore gravità» e con la sospensione condizionale della pena. Inoltre il prelato è stato «perpetuamente interdetto da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela» e condannato al risarcimento dei danni e a una provvisionale di 5mila euro. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Molto probabilmente la difesa ricorrerà in appello. – GIULIANO FOSCHINI

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