Arrestato prete pedofilo. «Aiutatemi, sono malato»

La denuncia partita da un ragazzo, oggi diciottenne. Il paese: «Aspettavamo questo momento da 5 anni»

COLLEFERRO (Roma) – «Devo curarmi, lo so, sto cercando di curarmi, aiutatemi», ha detto lui, don Paolo Pellegrini, 52 anni, parroco della chiesa di San Gioacchino, quando sono andati ad arrestarlo, una settimana fa, a Colleferro Scalo. Accuse pesanti: violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minori. Una storia triste di pedofilia, cinquanta chilometri a sud della Capitale. La denuncia è partita da un ragazzo che oggi ha 18 anni, ma lui stesso, agli uomini della Compagnia di Roma Casilina, diretti dal maggiore Oronzo Greco, ha raccontato che gli abusi cominciarono quando ne aveva appena 14 e soltanto grazie all’ aiuto di uno psicologo ha trovato la forza di uscire allo scoperto. I carabinieri, però, per una settimana, sono stati cauti, hanno indagato prendendo in considerazione anche l’ ipotesi che si trattasse di un mitomane. Ma alla fine, nella casa del sacerdote, a circa un chilometro dalla vecchia chiesetta, fondata nel 1902, hanno ottenuto i riscontri: filmini, fotografie e altro materiale pornografico giudicato «inequivocabile». A quel punto, il 17 febbraio, è scattata la richiesta d’ arresto del pubblico ministero Carlo Lasperanza e il giudice per le indagini preliminari, Romina Incutti, in meno di un paio d’ ore aveva già firmato il provvedimento. L’ inchiesta non è ancora chiusa: gli inquirenti non escludono che possano venire alla luce altri casi analoghi, altre storie di giovani stuprati e filmati dal prete di Colleferro, raggiunto già nel ‘ 98 da una denuncia per atti osceni contro un minore. Adesso, don Paolo è recluso nel carcere di Regina Coeli, in regime d’ isolamento per evitare le rappresaglie degli altri detenuti, solitamente spietati con coloro che vengono accusati di pedofilia. «Vediamo, aspettiamo, per il momento è solo indagato – frena monsignor Giovanni Maria Erba, vescovo della diocesi di Segni e Velletri da cui dipende la chiesa di San Gioacchino -. Il sacerdote verrà sospeso soltanto se le accuse verranno provate e se ci sarà una condanna. Noi non sapevamo nulla, non conoscevamo questa situazione, ora siamo sconvolti». A Colleferro Scalo, i fedeli si dicono sollevati: «Erano cinque anni che aspettavamo questo momento – racconta una donna inviperita -. Quel prete diceva sconcezze, era dedito all’ alcol, sempre ubriaco, le messe che diceva duravano non più di dieci minuti, effetto del cognac… Da tempo avevamo allontanato da lui i nostri bambini. Le sue foto le abbiamo strappate quasi tutte per rabbia». I parroci del territorio, invece, ora pregano per la sua anima. Don Franco Fagiolo, della parrocchia di San Bruno, rimane incredulo: «Si dava tanto da fare per giovani e anziani, aveva fatto restaurare la sua chiesa bisognosa di lavori, non posso pensare che questa storia sia vera». Don Luciano Lepore, della parrocchia di Santa Barbara, invita tutti alla cautela: «Sapete come sono fatti i paesi… Girano le voci, i veleni. Don Paolo si era messo contro i suoi parrocchiani per via delle campane… Ma sì, aveva voluto installare dei megafoni fuori della chiesa per diffondere il suono riprodotto delle campane e contro di lui, per questo motivo, c’ era stata una raccolta di firme. Poi ci ha pensato un fulmine, un mese fa, a risolvere tutto, mandando in fumo l’ impianto». C’ è chi ora ricorda il prete sempre in giro con un ragazzo e prodigo di regali: «Gli dava soldi, gli regalava motorini, poi però si chiudeva con lui dentro il garage di fronte alla canonica e chissà che faceva…». Ancora chiacchiere, sospetti, voci velenose di ricatti. C’ è chi parla di una storia intrecciata da don Paolo con una donna di Roma: «Poi lui voleva lasciarla e lei si è vendicata mandando suo figlio dai carabinieri a raccontare questa storia così squallida…». «Non so che dire – ammette ancora pensoso don Luciano -. Certo, se sono scattate addirittura le manette temo che qualcosa di vero per forza ci debba essere. Don Paolo si è fatto prete tardi, a 42 anni mi pare. E le vocazioni adulte sono sempre difficili, pongono dei problemi. Però io lo ricordo anche prendere una posizione molto dura, a esempio, contro la festa di San Gioacchino, patrono di Colleferro Scalo, ritenendola un’ occasione pagana, con tutti i cantanti, i camioncini con la porchetta… Insomma, si era fatto dei nemici, questo sicuramente». Un altro parrocchiano rammenta le numerose richieste avanzate dal parroco incarcerato al Comune di Colleferro, affinché venissero tolte le panchine davanti alla chiesa. «Diceva che non voleva che si fermassero là i bimbi a giocare», aggiunge l’ uomo. Chissà. Certo, se quella di togliere le panchine era una richiesta d’ aiuto, dettata dalla paura o dalla consapevolezza di poter fare ancora del male; nessuno, purtroppo, ha saputo fermarlo. Fabrizio Caccia Le prove contro di lui IL SACERDOTE Don Paolo Pellegrini (foto), 52 anni, uno dei quattro parroci di Colleferro, comune di 23 mila anime alle porte di Roma, è stato arrestato una settimana fa per pedofilia. A casa sua i carabinieri di Roma hanno trovato materiale pedo-pornografico, compresi filmini che lo ritraevano come protagonista assieme alle sue vittime LE ACCUSE I capi d’ accusa formulati dal Gip del Tribunale di Roma che ha firmato l’ ordinanza di custodia cautelare vanno dalla violenza sessuale aggravata agli atti sessuali con minori

Caccia Fabrizio

Pagina 20
(26 febbraio 2004) – Corriere della Sera

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