Pedofilia, arrestati due preti Adescavano nell’ oratorio

TORINO – Due sacerdoti piemontesi sono finiti in carcere, nel giro di 48 ore, per violenza sessuale su minori. Il primo è padre Domenico Marcanti, 48 anni, di Alessandria, che al doposcuola dell’ istituto don Orione svolge l’ attività di animatore. Lo accusano cinque ragazzini di dodici anni. Lo inchiodano i filmati delle telecamere che i poliziotti hanno installato nell’ oratorio. Il secondo è don Roberto Volaterra, 30 anni, parroco di un paesino di 2000 abitanti, Castagnole Piemonte, e vicario episcopale in quella zona della provincia di Torino dove, in mezzo a una immensa pianura, ci sono le fabbriche della ex Indesit, ora Fiat Ricambi. A denunciarlo è stata una ragazzina di tredici anni che da un anno subiva le sue molestie. L’ adolescente è figlia di una parrocchiana che proprio a don Roberto, in confessionale, aveva confidato di essere stata violentata, in gioventù, dal maestro elementare. Il sacerdote non ha esitato a fare subire alla figlia la stessa violenza sessuale e psicologica che la madre aveva sofferto da bambina. L’ ha palpeggiata con la forza mentre si trovava a casa sua – approfittando dell’ assenza dei genitori – mentre l’ aiutava a fare i compiti. Le ha scritto lettere oscene con pesanti riferimenti alla sua pubertà. E l’ ha molestata al telefono. Con il sacerdote è finito agli arresti domiciliari, per lo stesso reato, anche l’ animatore della parrocchia, Luciano Sismondi: pure lui, secondo l’ accusa del pm di Pinerolo Ciro Santoriello, avrebbe molestato l’ adolescente. Quelle telefonate sconce di don Roberto («Lo sai che Luciano mi sta facendo questo, sai cos’ è vero? Poi lo fai anche tu, eh?»), avevano turbato la ragazzina al punto che i genitori si erano insospettiti. Quando hanno ascoltato il tenore di quei colloqui telefonici, hanno subito sporto denuncia. Ai carabinieri che ieri lo hanno arrestato, il parroco ha bisbigliato, quasi giustificandosi, «quella ragazzina mi provocava». Don Roberto Volaterra è orfano, vive solo. I magistrati temevano che la solitudine forzata degli arresti domiciliari avrebbe potuto portarlo a un gesto di estremo sconforto. Paradossalmente, hanno ritenuto che il carcere, in questo momento così delicato della sua vita, fosse per lui più sicuro. Sulla vicenda è intervenuto l’ arcivescovo di Torino, monsignor Severino Poletto. Il cardinale «ha espresso la propria vicinanza a quanti sono turbati dalla dolorosa vicenda» e ha auspicato che «le autorità competenti possano in tempi brevi fare piena luce sul caso». Poi, ha voluto «confermare stima e fiducia nei confronti del clero della sua diocesi che da sempre si distingue per il generoso impegno pastorale». Analoga, e altrettanto triste, la storia che ha visto come protagonista, nell’ Alessandrino, padre Domenico Marcanti. Contro di lui le intercettazioni ambientali, anche filmate, disposte dopo la denuncia presentata una decina di giorni fa in questura dai genitori di un ragazzino di dodici anni. Il minore aveva parlato di abbracci, palpeggiamenti e baci, comportamenti raccontati anche dagli altri minorenni identificati attraverso le immagini registrate e ascoltati dagli investigatori. «Ce l’ aspettavamo», è stato il commento del padre di un ragazzo che frequenta il doposcuola. Il sacerdote è stato interrogato ieri pomeriggio nel carcere di piazza don Soria. Per oltre un’ ora ha risposto alle domande del gip, che ha firmato l’ ordinanza di custodia e del pm che conduce l’ inchiesta.

ALBERTO CUSTODERO

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