Dal Messico in manette il missionario pedofilo

NEL carcere romano di Rebibbia c’ è un sacerdote che arriva da lontano, dal convento di Iztapalapa, Messico. Dietro una cella, padre Gaudencio, un missionario, medita adesso sul suo passato italiano, trascorso in una parrocchia della zona flegrea; un passato, secondo i magistrati, macchiato dal più turpe dei reati: la pedofilia. Don Gaudencio -dice l’ indagine del pm Raffaello Falcone- venne denunciato nel ‘ 98 da una bambina di 9 anni. La piccola raccontò ad una maestra, in classe di aver subìto molestie sessuali in sacrestia. Non fu la sola. Altre bambine, in seguito agli accertamenti avviati dalla polizia, accusarono il viceparroco messicano. Per la comunità del centro flegreo fu uno choc: padre Gaudencio aveva conquistato la fiducia delle famiglie, che lo accoglievano anche nelle loro case, con affetto e rispetto. Ma -recita l’ accusa- il religioso sfruttò «questi intensi legami» per mettere in atto «una serie di squallidi episodi di violenza sessuale». Vittime, sono le conclusioni degli investigatori, almeno sette bambine, dai 9 ai 13 anni, che il sacerdote «incontrava in occasione del catechismo». Il missionario -è il rabbrividente particolare svelato dalla Procura- le «suddivideva in gruppi distinti per età e conseguentemente per tipologia di prestazioni sessuali». Padre Gaudencio -sostiene il pm- ingannava quelle giovani vite, le confondeva con piccoli regali. Che le bambine hanno indicato agli inquirenti. Non è stato semplice arrestare il missionario. Proprio cinque anni fa padre Gaudencio tornò in Messico. Lì venne raggiunto dall’ ordine provvisorio di custodia in attesa della domanda di estradizione. Il sacerdote è stato arrestato nel convento di Iztapalapa il 14 settembre. Il ministro degli Esteri messicano aveva autorizzato l’ estradizione. Il 13 giugno, cinque giorni fa, padre Gaudencio è tornato in Italia.

Scortato dal servizio per la Cooperazione internazionale di polizia. Preso in consegna dagli agenti della sezione giudiziaria della Polaria, a Fiumicino. Dove è atterrato il volo in arrivo da Città del Messico. Ora verrà interrogato. In una lettera che qualche tempo fa inviò agli inquirenti il religioso spiegava di vivere momenti difficili e tormentati. Intanto le sue vittime, di cui è stato necessario raccogliere le sofferte confessioni, con l’ ausilio e la delicatezza di psicologi e specialisti dell’ ufficio minori della Questura di Napoli, sembrano aver riconquistato una vita normale. Grazie alla giovane età, alla vicinanza dei genitori e ad un percorso di recupero, hanno rimosso il trauma. Di cui invece ancora si discute – e animatamente – nel comune flegreo dove padre Gaudencio era viceparroco. E non sono pochi coloro i quali restano scettici davanti ad una imputazione così grave. Che però, spiega la Procura, ha trovato riscontri pure in relazioni psicodiagnostiche, oltre che nelle dichiarazioni delle bambine, «precise e concordanti fra loro». GIOVANNI MARINO

GIOVANNI MARINO

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