Per un episodio legato alla vicenda del marocchino El Arrag Don Mignatta ha patteggiato una multa di oltre 6 milioni

ASTI. Nuovi guai giudiziari per don Pietro Mignatta, 70 anni, l’ex canonico della Collegiata di San Secondo già condannato ad un anno di reclusione per le presunte avances ad un giovane cittadino marocchino, Khalid El Arrag.
Il sacerdote ha patteggiato davanti al gup Franca Carpinteri una condanna per un episodio legato alla stessa vicenda: secondo l’accusa durante le indagini don Mignatta avrebbe esercitato pressione su un teste, cercando di fargli rilasciare dichiarazioni false a suo favore.
Per i reati di subornazione di testimone e minaccia, gli sono stati inflitti tre mesi di reclusione sostituiti da una multa di sei milioni 750 mila lire, senza la sospensione condizionale.
Una vicenda nata nell’estate ’94: don Mignatta, all’epoca canonico in San Secondo, si era presentato in questura segnalando di aver fatto visita al marocchino nella sua abitazione: pare che il giovane avesse più volte chiesto aiuto al sacerdote per un lavoro.
Il canonico aveva inoltre dichiarato di essere rimasto in canottiera a causa del caldo e di essere stato fotografato dal marocchino: le istantanee, sempre stando alle affermazione del religioso, erano destinate ad un gruppo fondamentalista islamico impegnato a screditare l’immagine del mondo cristiano. Interrogato, El Arrag aveva negato, accusando invece il sacerdote di avances sessuali. Nei confronti di don Mignatta era scattata la denuncia per calunnia e violenza privata. Per provare le accuse, la magistratura aveva sentito alcuni testi i quali avevano dichiarato di aver ricevuto proposte dal canonico in cambio di piccole somme.
Tra le persone interrogate dagli inquirenti sulla vita privata del sacerdote c’era anche V. T.: durante le indagini sarebbe successivamente emerso che don Mignatta lo avrebbe contattato consegnandogli in più riprese circa 4 milioni per ottenere dichiarazioni compiacenti. Da qui la nuova vicenda giudiziaria conclusasi con il patteggiamento.
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